PS3 senza Linux, danneggiata la US Airforce!
L’aviazione statunitense ha criticato aspramente la mossa di Sony di togliere l’opzione per il supporto ad altri sistemi operativi dal firmware della PS3, la US Air Force utilizza attualmente un cluster di PS3 a scopi di ricerca e, al momento, si ritrova a non poter aggiornare le macchine perchè perderebbe la possibilità di installarci Linux, sul quale girano i programmi utilizzati dai ricercatori.
La US Air Force, nel 2009, ha realizzato, per i propri ricercatori un cluster composto da 1700 PS3 con hard disk da 160 GB. La decisione di utilizzare le console Sony è stata presa dopo aver valutato varie alternative e aver constatato che i sistemi Cell offrono prestazioni di calcolo elevate a prezzi contenuti, la sola potenza del cluster di PS3, infatti, arriva a circa 500 teraFLOP.
Per realizzare tale sistema, l’aviazione degli Stati Uniti ha chiesto aiuto ad una ditta specializzata, la Fixstars, che ha assemblato il rack per una cifra di circa 663.000 dollari, nei quali è stata inclusa anche la realizzazione di cluster secondari, composti da sistemi Xeon con schede grafiche professionali per il calcolo parallelo.
In questo contesto la decisione di Sony di togliere il supporto alla funzione ‘Altri sistemi operativi’ dal firmware della PS3, potrebbe causare gravi inconvenienti ai ricercatori dell’USAF, ma anche ad altri ricercatori che, in diverse parti del mondo, utilizzano cluster PS3 per i loro calcoli.
Nell’immediato, inconvenienti non si sono verificati perchè il cluster dell’USAF non è connesso al PlayStation Network, dunque i firmware non vengono aggiornati in remoto, ma se una o più PS3 dovessero guastarsi, i ricercatori si troverebbero nell’impossibilità di sostituirle in quanto una volta inviate le console in riparazione da Sony, tornerebbero con i firmware aggiornati.
Al momento, all’US Air Force si stanno limitando ad osservare la situazione dall’esterno, consci dell’esistenza di diverse class-action contro Sony. Ma se dovessero verificarsi inconvenienti, l’aeronautica statunitense non ci penserebbe su due volte a richiamare all’ordine l’azienda nipponica, esigendo come minimo un firmware custom per ripristinare l’utilizzo di altri sistemi operativi sul proprio cluster.
Fonte: PcTuner.net













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