Secondo EA non conviene programmare in 3D.
Secondo Electronic Arts. i tempi di programmazione e gli sforzi per realizzare giochi 3D non portano risultati redditizi. In poche parole, il gioco non vale la candela.
A sottolinearlo è lo stesso John Riccitiello, Presidente e Amministratore delegato di EA, nel corso di un meeting:
“In quei mercati ci sono ritorni davvero elevati, a differenza di quanto accade con il 3D. Per questo stiamo spostando le nostre risorse verso nuove direzioni. Francamente non abbiamo visto una grande crescita per il gioco 3D e nemmeno nella diffusione dei televisori 3D nelle case, almeno non ancora. Non siamo qui per guidare il mercato, ma per reagire a ciò che i consumatori stanno cercando“.
Già il gennaio scorso, interpellato da GamesIndustry.biz, John Riccitiello si era detto pronto ad abbracciare la “rivoluzione stereoscopica” portata avanti da Nintendo e Sony ma, andando controcorrente, aveva affermato di riporre più attenzioni all’IPTV, la speciale tecnologia che permette ai pannelli televisivi di usufruire direttamente di una connessione ad internet (senza l’intermediazione di un media center o di un computer in remoto) e di elaborare autonomamente grosse quantità di dati (tramite una CPU integrata):
Se dovessi scegliere tra l’IPTV e il 3D quale delle due soluzioni dovrebbe essere più importante per noi in termini di sviluppo videoludico, non c’è dubbio che sceglierei la prima per il semplice fatto che in futuro tutte le televisioni avranno un accesso diretto ad internet ed una potenza di calcolo accettabile per farvi girare applicazioni e giochi indipendentemente dalle console.
Naturalmente, allo stato attuale le persone acquistano una TV predisposta al 3D per godersi capolavori come Avatar o Shrek in stereoscopia, ma molto presto la richiesta di pannelli televisivi in grado di collegarsi autonomamente alla Rete sarà incredibilmente superiore a prescindere dalla possibilità o meno di usufruire di contenuti 3D. In prospettiva futura, la tecnologia dietro l’IPTV ci garantisce la possibilità di raggiungere direttamente i clienti con offerte mirate tagliando tutti gli intermediari, offre un altissimo livello di interattività e, rispetto alla diversificazione delle console odierne, rappresenta un vero e proprio standard universale.”
Sempre Riccitiello, il momento in cui le “internet TV” riusciranno a prendere definitivamente il posto delle console non è molto lontano.
Certo che la Sony non sarà certo entusiasta di tali dichiarazioni, dopo gli enormi investimenti che ha sostenuto per progettare e diffondere TV e console in 3D .















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