Perché io amo il gioco usato.

set 26, 11 Perché io amo il gioco usato.

L’industria dei videogiochi sta attraversando tempi duri. “Non stiamo realizzando introiti come in passato, e la causa è tutta del mercato dell’usato”  piangono i grandi editori.

Resta il fatto che io amo acquistare giochi usati.

Come consumatore, non posso permettermi di comprare un gioco di 60 euro (o più) ogni volta che c’è una release. Quando ero un ragazzino, ho dovuto risparmiare per settimane solo per acquistare un titolo da poche decine di euro per sfamare il mio Game Boy. E adesso, mentre attendo che mi venga accreditato il prossimo stipendio, so già che  buona parte di esso è già virtualmente speso per mangiare, pagare il mutuo, fare benzina ecc. ecc.. Un gioco non è come un film, nel senso che non è qualcosa che ha un costo e una durata prefissata. Se compro il DVD del mio attore preferito, so che mi costerà circa 9, 10 euro e durerà all’incirca due o tre ore.

Per i giochi, invece, si parla di una spesa che va dai 30 anche fino ai 70 euro (!), e certo, potrebbero anche essere necessarie alle 20 alle 50 ore per completarlo interamente. Tuttavia, mi piacerebbe poter dire di essere entusiasta di dedicare 50 ore della mia vita per raccogliere tutte le 100 piume di Assassin Creed 2, ma quelle 50 ore possono – o meglio dire devono – essere spese per ben altro. Sapete, la vita vera!

Non parliamo poi di tutto quello che gli editori continuano a propinarci, rimescolando le loro minestre. Rimaneggiano un gioco almeno due o tre volte nel corso di un anno: Game of the Year di quest’anno, Ultimate Edition, edizione Arcade, Off the Record Edition… qualunque cosa pur di vendere. Nessuno sano di mente può spendere prezzi simili per questa roba. Quindi l’Editore non fa che dirmi di attendere e non comprare il gioco alla sua uscita, perché sicuramente, dietro l’angolo, è pronta una versione migliore, più completa? Oppure mi suggerisce di vendere immediatamente la mia prima “obsoleta” copia e aggiornarla immediatamente con la sua Full Edition?

Se il mercato dell’usato cessasse di esistere, allora i consumatori sarebbero più cauti nell’acquistare videogiochi, punto.

Senza giochi usati, il cartellino del prezzo, quello a 60 euro, dovrebbe essere considerato un costo fisso. Da un “compa subito, pensaci dopo” si passerebbe a un “Va bene, ci dormo su e poi decido”. Anche una ragione di meno per acquistare Madden piuttosto che il Call of Duty di quest’anno, anziché quello del prossimo o l’anno dopo ancora.

Non dimentichiamo anche che comprare giochi usati significa essere più rispettosi dell’ambiente. Si, potete considerarlo sciocco, ma è proprio così.

Gli Editori oggi si stanno comportando come dei bancari, ma la loro ottusaggine finirà con l’uccidere il mercato dei giochi usati e sarà sicuramente più un male che un bene.

I giocatori sono in costante crescita, dovrebbero “crescere” anche gli Editori.

 

Liberamente tratto da Bitmob

 

Il contenuto presente su questo sito è protetto da copyright e pertanto non è modificabile, copiabile e/o distribuibile se non previa autorizzazione dei proprietari. Questo sito non è in alcun modo affiliato a Sony e co., i loghi e le immagini sono dei rispettivi proprietari.

Rispondi

Devi essere loggato per lasciare un Commento